“Non siamo condannati al declino, il nostro futuro è il futuro delle nostre famiglie.”
La speranza dei popoli non nasce nei palazzi, ma nei luoghi in cui le persone imparano a vedersi l’un l’altra come dono.
Nasce dove una famiglia decide di costruire un progetto, dove una scuola accompagna e sostiene, dove una comunità smette di temere il futuro e comincia a generarlo.
Agli Stati Generali della Natalità, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che la vitalità di un Paese non si misura solo con gli indicatori economici, ma con la capacità di accogliere la vita, di costruire comunità e di sostenere chi sceglie di generare futuro.
“Piena libertà di avere figli, senso della coscienza collettiva capace di sviluppare reti di solidarietà”, ha affermato. È una frase che racchiude un programma culturale: la natalità non come questione privata, ma come bene condiviso, responsabilità comune, scelta che chiama in causa la qualità delle relazioni sociali e delle istituzioni.
Le parole sono diventate ancora più profonde quando ha aggiunto:
“Le famiglie numerose devono essere sostenute“
e “Non siamo condannati al declino, il nostro futuro è il futuro delle nostre famiglie.”
Non è una semplice dichiarazione di principio: è un richiamo alla fiducia, all’idea che un popolo ritrova forza proprio quando guarda ai suoi bambini, ai genitori, agli educatori, ai territori che si impegnano a costruire ambienti più accoglienti.
“L’agenda natività ha valore umano e ha valore sociale è la società nel suo insieme che deve comporre un ambiente favorevole e assicurare piena libertà di potere avere dei figli.”
FAES e CEFA: educare ogni giorno alla speranza
In questa cornice si colloca la presenza delle Scuole FAES e Scuole CEFA agli Stati Generali della Natalità. Da anni, quotidianamente, queste realtà educative raccolgono l’invito che Mattarella ha ribadito: sostenere la famiglia come luogo primario della crescita umana, promuovere una cultura positiva della vita, accompagnare i giovani a scoprire la bellezza dell’impegno e della responsabilità.
La presenza all’evento rappresenta l’impegno concreto di chi, nelle aule, nelle attività formative, nel rapporto con le famiglie, lavora affinché ogni bambino e ogni ragazzo trovi un ambiente che lo riconosca, lo sostenga e lo faccia crescere come persona libera.
“Una società che sa accogliere la vita è una società che sa accogliere le persone”, ha ricordato il Presidente.
FAES e CEFA questo lo vivono ogni giorno, dando spazio a una pedagogia che mette al centro la relazione, la cura, la corresponsabilità educativa.
Gli Stati Generali della Natalità, con il contributo di figure come Gigi De Palo, Presidente Fondazione per la Natalità, e con la partecipazione di realtà educative solide come FAES e CEFA, mostrano che una nuova narrativa è possibile:
una narrativa in cui la vita è ricchezza, la famiglia è risorsa, e la società si misura sulla capacità di proteggere ciò che è fragile ma fondamentale, come l’inizio di ogni esistenza.
