Le Scuole CEFA rispondono alla violenza con percorsi seri e strutturati di educazione all’affettività, per costruire relazioni sane e consapevoli, basate sulla reciprocità e sul rispetto.
di Anna Debenedettis
L’educazione all’affettività è oggi uno dei temi più discussi e rappresenta una sfida delicata e urgente nel panorama educativo. Di chi è la responsabilità? Delle famiglie, della scuola, di professionisti esperti?
Una cosa è certa: affettività e sessualità fanno parte della persona e coinvolgono ogni sua dimensione – sociale, emotiva, intellettuale e fisica. Il corpo, infatti, parla, ed è una meraviglia imparare ad ascoltarlo e a conoscerlo.
C’è una fase della vita che rappresenta una vera rivoluzione: la pubertà. Pubertà significa cambiamento, sviluppo, crescita. È un tempo di trasformazione in cui, volenti o nolenti, il corpo si esprime con particolare forza. Il dono più grande che possiamo fare ai nostri ragazzi è aiutarli a conoscersi, a comprendere ciò che accade dentro di loro e, prima di tutto, a stupirsi e a meravigliarsi di questi cambiamenti. Questo li rende protagonisti anche di questa fase della vita.
Saper riconoscere i segnali che il corpo ci invia ci rende davvero “grandi”: non grandi per età, ma grandi in consapevolezza. Significa acquisire coscienza del valore del proprio corpo e imparare a prendersene cura, senza subire i cambiamenti, ma riconoscendoli e accogliendoli.
Il tema dell’educazione all’affettività viene spesso ridotto a qualcosa di superficiale e soggetto a fraintendimenti. Proprio per questo le Scuole CEFA hanno scelto di attivare un percorso di conoscenza con l’aiuto di Progetto Pioneer (aps attiva nell’educazione dei giovani), a supporto delle insegnanti e delle famiglie. Di fronte a questo tema nessuno si tira indietro e nessuno “passa la palla” all’altro: si cammina insieme, ciascuno facendo la propria parte, con l’obiettivo comune di essere il miglior alleato possibile del bambino e aiutarlo a diventare protagonista della propria vita.
In quinta primaria, ad esempio, si studiano gli apparati riproduttori. Dire ai bambini che quello studio non è solo conoscenza dei genitali, ma racchiude un significato molto più ampio e profondo, è un regalo educativo di grande valore.
Conoscere sé stessi è il primo passo per sviluppare rispetto e cura di sé; allo stesso modo, conoscere l’altro è il primo passo per imparare a rispettarlo. Studiare, conoscere e stupirsi delle differenze tra maschi e femmine, riconoscendo quanto la diversità e la complementarità siano una risorsa, aiuta a comprendere che essere diversi e unici è qualcosa da custodire e valorizzare. Questo è il fondamento per costruire relazioni sane, basate sulla reciprocità e sul rispetto.
Percorsi seri e strutturati di educazione all’affettività rappresentano anche una concreta forma di prevenzione della violenza, compresa la violenza sulle donne. Educare al rispetto e al valore dell’altro significa agire sulle radici culturali e relazionali dei comportamenti violenti, contribuendo a formare cittadini più maturi e consapevoli.
Educare all’affettività richiede audacia e coraggio. È una sfida che interpella profondamente il mondo adulto. Le Scuole CEFA hanno scelto di esserci: al fianco delle famiglie, con competenza e responsabilità, per il bene dei bambini e dei ragazzi di oggi e degli adulti di domani.
