Le competenze socio-emotive e le implicazioni organizzative e pedagogiche.
Un cambio di paradigma nell’educazione
Durante la Convention CEFA “Oltre il banco. L’educazione personalizzata per la crescita di ogni alunno”, il prof. Tommaso Agasisti ha invitato a superare una lettura troppo funzionalistica dell’educazione, centrata esclusivamente su efficienza e risultati misurabili. Questa visione, ampiamente diffusa nel dibattito pubblico, rischia di ridurre la complessità del processo educativo.
A tale approccio, Agasisti contrappone una prospettiva più ampia e profondamente umana, ispirata anche alla recente lettera apostolica di Leone XIV, “Disegnare nuove mappe di speranza”, che richiama la necessità di una formazione capace di abbracciare l’interezza della persona: sviluppo intellettuale, emotivo, relazionale, spirituale e sociale. In questo orizzonte, le competenze socio-emotive diventano un punto di partenza per recuperare la centralità dell’educazione integrale nella tradizione cattolica e nel sistema educativo.
Che cosa sono le competenze socio-emotive
Le Competenze Socio Emotivo riguardano la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni, entrare in relazione con gli altri in modo costruttivo, affrontare situazioni nuove e prendere decisioni responsabili.
Agasisti ha richiamato i principali modelli di riferimento internazionali:
- CASEL, che individua cinque competenze chiave: autoconsapevolezza, gestione di sé, consapevolezza sociale, abilità relazionali e decisioni responsabili;
- P21, orientato alle “4C” del XXI secolo: collaborazione, comunicazione, creatività e pensiero critico.
- Wagner (2010), che mette al centro competenze come problem solving, flessibilità, leadership e capacità di informarsi in maniera critica.
Questi framework convergono nella stessa direzione: educare non significa solo trasmettere contenuti, ma formare persone capaci di muoversi con competenza e autenticità nella complessità del mondo contemporaneo.
Perché le competenze socio-emotive sono così importanti?
Numerose evidenze scientifiche che confermano l’impatto positivo delle competenze socio emotive:
- miglioramento delle prestazioni scolastiche e del coinvolgimento attivo;
- maggiore resilienza di fronte alle difficoltà;
- riduzione dei comportamenti a rischio;
- migliori prospettive nel mercato del lavoro;
- maggiore equilibrio psicologico in età adulta.
Particolarmente significativo è anche il ruolo delle competenze socio emotive in chiave di equità educativa: in contesti socio-economici fragili, il loro sviluppo può compensare svantaggi iniziali e incrementare le opportunità di successo formativo.
Perché la scuola è il luogo decisivo per lo sviluppo delle competenze socio-emotive?
Le competenze socio-emotive non sono tratti fissi della personalità: sono abilità educabili e quindi, afferma Agasisti, è responsabilità della scuola promuoverle in modo intenzionale e sistematico.
In questa prospettiva, la scuola torna ad essere pienamente agenzia educativa, non solo formativa. Ciò implica una rinnovata alleanza con le famiglie e con la comunità, e una progettazione educativa capace di integrare valori, conoscenze e competenze in un percorso personalizzato.
Non mancano le indicazioni operative: le ricerche mostrano che i programmi più efficaci sono sequenziali, attivi, mirati ed espliciti (modello SAFE) e richiedono docenti formati e contesti scolastici predisposti a sostenere il percorso.
Due studi in corso nell’ambito dei progetti europei Horizon, approfondiscono il rapporto tra competenze socio-emotive, resilienza e performance scolastiche, mettendo in luce il contributo che scuole pubbliche e paritarie possono offrire per migliorare la qualità dell’educazione nel nostro Paese.
Un messaggio chiaro per le scuole CEFA: rafforzare l’educazione personalizzata
L’intervento del prof. Agasisti ha offerto strumenti concreti e una forte ispirazione: puntare sulle competenze socio-emotive significa rafforzare l’educazione personalizzata, sostenere la crescita armonica degli studenti e rendere la scuola un luogo in cui ciascun alunno possa scoprire e valorizzare i propri talenti.
Un invito, per tutte le scuole CEFA, a continuare a “disegnare nuove mappe di speranza” per i ragazzi e le loro famiglie.
Tommasi Agasisti è Professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, dove insegna Public Management nella Laurea Magistrale di Management Engineering ed Economia e Organizzazione Aziendale.
La Convention annuale delle Scuole CEFA è l’evento che riunisce docenti, collaboratori e Direzioni per condividere esperienze, buone pratiche e nuove prospettive per la crescita integrale di ogni studente.


