Un progetto rigoroso per guidare i ragazzi alla maturità affettiva
Nel giugno 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha presentato le Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo, delineando un orientamento chiaro e culturalmente rilevante: porre al centro del percorso scolastico l’educazione all’empatia e al rispetto della donna.
Non si tratta di un semplice aggiornamento terminologico, ma di un rafforzamento dell’identità stessa della scuola. L’istituzione scolastica viene riconosciuta sempre più come comunità educante che forma non soltanto competenze, ma coscienze; non solo abilità cognitive, ma maturità relazionali e affettive.
Il focus sull’educazione al rispetto della donna si inserisce in una prospettiva preventiva. La scuola è chiamata a svolgere un lavoro profondo e sistematico per contrastare alla radice quelle dinamiche culturali che possono degenerare in forme di violenza e, nei casi più estremi, nel drammatico fenomeno del femminicidio. La prevenzione, infatti, non si attua con interventi episodici, ma attraverso un’educazione costante ai sentimenti, alla reciprocità, alla dignità della persona.
Le Nuove Indicazioni prevedono un investimento didattico su due direttrici complementari, in continuità con quanto già stabilito dalle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica:
- educazione al rispetto della donna come riconoscimento della pari dignità e del valore specifico della differenza;
- educazione ai sentimenti positivi, in particolare all’empatia, intesa come capacità di comprendere l’altro, di percepirne vissuti ed emozioni, di entrare in relazione senza prevaricazione.
È una scelta culturale netta: guidare alla maturità affettiva. Una scuola che insegna a nominare le emozioni, a gestirle, a orientarle al bene, costruisce anticorpi sociali contro l’aggressività, il dominio, l’indifferenza.
In questa prospettiva si colloca con coerenza il progetto RELAZIONI IN CRESCITA promosso da Iunior International. Il piano annuale di educazione alla relazione, rivolto alla Scuola Secondaria di I grado, traduce in azioni concrete l’idea di una formazione integrale della persona.
Attraverso percorsi strutturati – dalla bacheca del rispetto ai laboratori sull’affettività, dal decalogo della comunicazione non ostile all’agorà del dibattito pubblico – il progetto mira a coltivare consapevolezza di sé, cura dell’altro, capacità di dialogo tra ragazzi e ragazze.
L’obiettivo non è solo prevenire il conflitto, ma guidare i ragazzi a costruire relazioni sane, equilibrate, fondate sulla stima reciproca; formare giovani capaci di vivere la differenza come ricchezza e non come minaccia.
